I tappeti Afshari prendono il nome dalla tribù semi-nomade Afshar. Originari delle tribù turche dell’Asia centrale, gli Afshar migrarono in Iran nell’XI secolo e furono successivamente reinsediati in diverse regioni, stabilendosi principalmente nel sud-est dell’Iran, nelle province di Kerman e Yazd, in particolare intorno alla zona di Sirjan. La loro tradizione di tessitura è secolare e si è evoluta nel tempo, mantenendo comunque un forte legame con le loro origini nomadi.
Caratteristiche dei tappeti Afshari
I tappeti Afshari si distinguono per alcune caratteristiche uniche:
- Design: Hanno un carattere tribale e rurale. I motivi sono prevalentemente geometrici, con disegni stilizzati che spesso includono un grande medaglione centrale esagonale o ottagonale. Si possono trovare anche motivi “all-over” (che coprono l’intera superficie) come i boteh (un disegno a foglia o cespuglio, simile al paisley) o motivi a uncino. Talvolta, si possono vedere figure stilizzate di animali, come la “gallinella” (morghi).
- Colori: La tavolozza dei colori è ricca e profonda, derivata da tinture naturali. I colori predominanti sono i rossi intensi (spesso dal pigmento della radice di robbia) e i blu scuri (dall’indaco), con accenti di avorio, marrone bruciato, verde pistacchio o prugna.
- Materiali e tecnica: Sono annodati a mano, tipicamente con un vello in lana e ordito in cotone o lana. I nodi sono solitamente simmetrici (tipo “turco” o “senneh”), e la densità di nodi varia tra i 150.000 e i 250.000 nodi per metro quadrato, sebbene la trama possa essere anche più grossolana.
- Dimensioni: Nonostante la tradizione nomade, i tappeti Afshari non sono di dimensioni eccessive. Si trovano spesso in formati piccoli o medi, come 1 x 1,5 metri fino a 1,5 x 2,5 metri. I pezzi di grandi dimensioni sono più rari.







